Polsky – seconda parte.

Cracovia è molto carina, è una cittadina tranquilla, con un centro storico affascinante e romantico. La piazza centrale è la seconda più grande d'Europa, dopo S.Pietro, anche se divisa a metà dal mercato centrale. Il trombettista che ogni ora suona dalla torre è qualcosa di veramente caratteristico, soprattutto per il finale sempre interrotto come vuole la tradizione, a ricordare l'invasione dei nemici che ne troncarono la melodia con una freccia alla gola. Il castello di Wawel è imponenente, percorrendo il viale alberato nel parco telo trovi quasi all'improvviso su di una collinetta, fa un bell'effetto. L'altare principale della cattedrale in piazza centrale è qualcosa di meraviglioso, ma in generale tutte le chiese sono stupende.
Il quartiere ebraico invece m'ha deluso un pò, m'aspettavo qualcosa di più caratteristico, di incontrare magari qualche rabbino, o vedere negozi particolari…invece niente. Siamo entrati in una sinagoga, abbiamo stazionato un pò in un bar un pò caratteristico per ritemperarci un pò, ma niente di chè.
Decisione forzata..prenotiamo la gita ad Auschwitz, 15 euro viaggio in pullman di un ora a/r più guida in inglese, ovvero..niente. Ricordo che per quel giorno il mio ultimo sorriso fu entrando in pullman..contento di averlo preso per un pelo, poi…niente più. E' un'esperienza che ti cambia un pò, ti rimane dentro, non va più via..ed è giusto che sia così. Si, tutti bene o male sanno cosa è stato fatto nei campi di concentramento, tutti sanno.. ma essere lì nel posto del massacro, con una guida che come il guanto di gomma di un dottore ti prende per la testa e ti fa entrare in quel mondo tanto temuto, è tutta un'altra cosa. Vedi il documentario sul pullman, piccolo aperitivo. Poi arrivi ad Auschwitz, primo campo di concentramento, ti sembra enorme, ma poi scopri che in realtà è solo l'inizio, solo un piccolo antipasto, la prova, il tentativo. Troppo piccolo per poter servire ad emarginare il "problema" del di Hitler, gli ebrei erano troppi. Vedi il museo, vedi le foto, vedi le scarpe, le scatole del gas, i capelli, gli occhiali, i pettini, i vestiti.. tutto misurabile a tonnellate, ti rendi conto..piano piano. Stai male, ascolti senza perderti nemmeno una parola la voce calda e penetrante di una guida che in modo chiaro ti spiega tutta quella umana crudeltà. Ti accorgi che forse dice quelle cose per la 100esima volta nella sua vita, ma sai, si capisce, che le dice sempre con la stessa sofferenza, con la stessa incredulità e vergogna che hanno i suoi ascoltatori. Lo stomaco mi dava già un pò fastidio.. ma poi, quando ho visto i vestitini dei bambini portati a morire, gli occhi mi si sono gonfiati e bagnati. Ho viaggiato con l'immaginazione, ho visto quei vestitini riempiti da corpicini delicati, quelle scarpine indossate da piedini tondi, e quei cappellini sulle testoline di piccoli bambini. Ho visto i miei nipotini.. mi ha fatto male. Poi vedi la camera a gas, ti sembra minuscola e fredda, scopri che li facevano entrare a centinaia, nudi, promettendogli una doccia.. "ah, finalmente".. pensavano gli onesti illusi. Ti dicono che quelli sotto il bocchettone centrale morivano subito, mentre quelli agli angoli ci impiegavano anche 20-30 minuti, un'eternità. Vedi i forni crematori, sembrano quelli per le pizze.. ma lì di pizze non ce ne avevano mai fatte. Chiedo "Excuse me, how long it takes a body to be cremated?".. mi risponde, circa 3 ore, faccio un pò di conti, e capisco che con solo due forni, i corpi nudi ormai senza vita di quei poveracci, stavano ammassati in quella stanza diversi giorni prima di essere cremati, impressionante. Pausa pranzo.. bleaw.. come se ste cose m'avessero fatto venire fame. Mentre mangi pensi di aver visto tutto..pensi "Ormai niente mi può far più impressione.." e invece.. Seconda parte della gita, Birkenau, ovvero Auschwitz II. Ovvero il vero campo di concentramento, il vero luogo dello sterminio..dove più di 1.500.000 ebrei sono stati uccisi. Vedi i binari mille volte inquadrati nei film sull'olocausto, l'entrata, la torretta.. e i chilometri di filo spinato. Le baracche, con letti a castello in legno a 4 piani, due piazze utilizzate anche per 8 persone. Vedi le toilette e quasi svieni. Nevica, fa freddo, osservi le fini pareti delle baracche e ti domandi come potevano sopravvivere a quell'inferno..semplice, non sopravvivevano. Poi in fine sali sulla torretta, c'è la nebbia..è vero..ma non riesci a vedere la fine di quelle centinaia di ettari di crudeltà. E pensare che non era tutto lì, avevano pensato in grande, ancora più in grande, c'erano progetti per intere città fatte di campi di concentramento.. meno male, sono stati fermati. Torni a casa, riprendi la tua vita come è giusto che sia.. ma un pezzo di cuore l'hai ormai lasciato lì, in ricordo alle vittime.

Polsky – seconda parte.ultima modifica: 2006-01-13T11:41:32+01:00da supy79
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